Chiesa di Santa Maria della Grazia, Dell’Immacolata (collegio)
detta il collegio o dell’Immacolata è una chiesa barocca,
facente parte del complesso monastico dei Domenicani.
I Domenicani si insediarono a Galatina già nella seconda metà del XV secolo
ed edificarono il proprio convento e la chiesa portata a termine nel 1508, con
elargizione della nobile famiglia Castriota-Scanderbeg.
La Chiesa è frutto della ricostruzione compiuta fra il 1720 e il 1743 ad opera
di maestranze salentine. fu ricostruita ed aperta al culto nel
L'ampio prospetto mostra alcune analogie stilistiche con le
chiese parrocchiali di alcuni paesi del Salento. Il progetto fu redatto dal
leccese Arch. Mauro Manieri. Presenta due cornici poli lobate poste ai lati del
portale sormontato dall'immagine della Vergine col Bambino con lo stemma dei Domenicani.
L'interno, a tre navate, ospita decoratissimi altari settecenteschi. Nella
navata sinistra si ammirano quelli dedicati a San Pietro Martire, all'Immacolata
e agli Angeli;
nella navata destra quelli dedicati a San Domenico di Guzman, a Sant'Antonio di Padova e all'Annunciazione.
Nel transetto
sono presenti gli altari della Titolare e del Miracolo di Soriano,
ovvero la riproduzione del prodigioso quadro di San Domenico, che secondo la
tradizione, fu portato a Soriano Calabro dalla stessa Madre di Dio. Nella
zona absidale sono collocati l'altare maggiore e l'organo
settecentesco.
Esterno
La facciata è scandita in due registri da un aggettante
cornicione, percorso da un motivo a dentelle, che determina un deciso contrasto
chiaroscurale. Al centro dell'ordine inferiore si apre l'elegante portale
inquadrato da volute,
festoni a motivi vegetali e testine alate. Il timpano, con una dilatata specchiatura mistilinea,
accoglie nella parte centrale l'ovale raffigurante la Madonna col Bambino,
e, nella parte superiore, lo stemma dei Domenicani tra due angeli che
sorreggono un cartiglio,
in cui si ricordano la titolazione della chiesa, l'Ordine di appartenenza e la
data di erezione del nuovo edificio. Ai lati del portale si innalzano due
semicolonne che, assieme alle paraste
angolari, scandiscono verticalmente la superficie e delimitano scomparti in cui
trovano posto due eleganti cornici poli lobate.
Il registro superiore accoglie nella parte centrale una finestra decorata con
volute e motivi vegetali, mentre gli spazi laterali si raccordano, attraverso
essenziali volute, al timpano spezzato di coronamento.
Interno
L'impianto a croce latina
è caratterizzato da un'ampia navata centrale terminante con abside poligonale,
attraversata dal transetto.
Lungo le pareti laterali si aprono tre profonde cappelle per ciascun lato che
accolgono ricchi altari settecenteschi a testimonianza della committenza e
delle devozioni dell'Ordine e delle nobili famiglie cittadine.
Sulla destra si aprono le cappelle dedicate a San Pietro Martire, all'Immacolata
e alla Milizia Angelica, mentre sulla sinistra sono gli altari di San Domenico di Guzman, di Sant'Antonio da Padova e dell'Annunciazione.
Nelle ampie cappelle del transetto, di grande interesse sono: a destra, il
ricco altare con tela del Miracolo di Soriano e l'organo settecentesco;
a sinistra, l'altare della Madonna della Grazia con la statua lignea della Madonna
col Bambino al centro circondata dalle tele raffiguranti i misteri del Rosario,
incorniciate da eleganti stucchi.
Convento
Il convento, organizzato intorno al chiostro
settecentesco a due livelli di arcate, dopo la soppressione ottocentesca degli
Ordini religiosi, fu utilizzato come sede del Collegio dei Padri scolopi.
Attualmente, in alcuni locali dell'ex convento è sistemata la Biblioteca
intitolata a Pietro Siciliani che accoglie antichi fondi di manoscritti,
incunaboli,
cinque centine
ed altre edizioni di pregio, mentre in altri ambienti è allestito il Museo
Civico Pietro Cavoti. Istituito nel 1936, esso
accoglie opere provenienti da conventi e da palazzi gentilizi, sculture del XX secolo
di Gaetano Martinez e il fondo dello studioso di
storia, arte e archeologia a cui il museo stesso è intitolato.