Chiesa dello Spirito Santo e Convento dei Cappuccini
Il Convento dei frati Cappuccini sorse tra il 1570 e
il 1580 nei pressi di una piccola chiesa dedicata allo Spirito Santo,
secondo la disposizione testamentaria del giureconsulto Nicola Zimara che
prevedeva la vendita di tutti i suoi beni da destinare all'edificazione di un
convento francescano.
I lavori dell'attuale chiesa, che si protrassero per circa un
secolo, si conclusero nel 1681. I Cappuccini
continuarono ad occupare il complesso fino alla seconda metà dell'Ottocento,
quando, a seguito della soppressione dell'Ordine, nel 1866, il convento fu
destinato ad usi differenti, ospitando prima una caserma e poi un lazzaretto.
Esterno
Il complesso conventuale, ubicato all'esterno della cinta
muraria di Galatina,
si presenta con un aspetto essenziale in sintonia con gli ideali di semplicità
dell'Ordine dei Cappuccini. Chiesa e convento si
presentano esternamente con un corpo di fabbrica compatto, con la facciata
cuspidata dell'aula sacra contigua al prospetto del convento. In corrispondenza
del piano stradale si apre l'unico portale di accesso alla chiesa e, sulla destra,
i due che conducevano agli ambienti conventuali; al piano superiore piccole
finestrelle si aprono in corrispondenza delle celle, mentre un finestrone
rettangolare, in asse con il portale della chiesa, ne illumina la cantoria.
Ben visibile, e arretrato rispetto al piano della facciata, è il campanile a vela
a due fornici
terminante con una croce apicale sulla sommità della cuspide e due piccoli
pinnacoli piramidali con sfera sovrastante ai lati.
Interno
L'interno si presenta a navata unica con tre cappelle che si
aprono sul lato sinistro e, sul lato destro, tre altari collocati entro lo
spessore della muratura. La volta della navata e le pareti laterali sono
decorate da raffinate volute
e testine di angeli in stucco, risalenti a rifacimenti del XVIII secolo.
Degni di interesse sono gli affreschi della Madonna in trono col Bambino
e della Natività di Gesù, e il retablo
ligneo seicentesco dell'altare maggiore, importante testimonianza dell'attività
di intagliatori che contraddistinse l'operato di molti frati Cappuccini.
Al fianco destro della chiesa si addossa il chiostro
porticato, articolato in tre lati scanditi da possenti arcate. Da qui si
accedeva ai vani di servizio, cucina e refettorio,
mentre una scalinata consentiva l'accesso al piano superiore caratterizzato
dalla presenza di un corridoio sul quale si aprivano le celle