MURA DI GALATINA NEL 500
A questo periodo risalgono le attuali porte e mura di
Galatina. Delle originali cinque porte della città è possibile ammirare ancora
oggi solo Porta Nuova (a nord), Porta Luce (a ovest) e Porta Cappuccini (a
est), nulla è rimasto, invece, della Porta di Santa Caterina (a sud) e di
quella che si trovava all'imboccatura di Piazza Alighieri (Porta della Piazza).
1.
Porta
della Piazza (1566)
2.
Castello
ducale
3.
Porta
S. Pietro o Porta Nuova
4.
Torre
Papadia (Tra il Carmine e le Anime)
5.
Porta
San Giorgio (poi dei Cappuccini)
6.
Torre
Capano
7.
Porta
Santa Caterina (1574)
8.
Torrione
Nachi
9. Porta Luce (la più antica e ricostruita nel 1795)
Il nucleo originario dell'abitato di Galatina era costituito
da un agglomerato di case poste su un banco di argilla in prossimità di una falda
freatica affiorante in superficie, che garantiva un adeguato
approvvigionamento idrico. Si trattava di un insediamento disaggregato, privo
di fortificazioni e strettamente legato all'area rurale. Col passare del tempo
gli abitanti furono costretti a migrare in una zona più alta per necessità
difensive.
Nella prima metà del XIV secolo
il feudatario Raimondo del Balzo cinse di possenti mura il territorio urbano,
continuamente minacciato dalle incursioni di milizie straniere. La sicurezza
offerta dall'imponente cinta muraria richiamò un gran numero di abitanti dai
contadi vicini, favorendo un rapido inurbamento; la città assunse un assetto
urbanistico regolare e si sviluppò a livello economico e sociale.
Nella prima metà del Cinquecento, l'incremento demografico e le
conseguente crescita edilizia resero necessario un ampliamento del circuito
murario; nel 1539, grazie a un privilegio ottenuto dal viceré Don Pietro di
Toledo, la città di Galatina, minacciata dalle invasioni turche, fu inclusa in
un vasto programma di difesa del territorio Salentino attuato da Carlo V.
Le fonti tramandano che le mura trecentesche furono abbattute e che fu
convocato in città l'architetto militare Evangelista
Menga, noto per aver costruito il castello di Copertino e le fortificazioni
nell'isola di Malta,
che avevano resistito all'attacco dei Turchi.
La nuova cinta muraria aveva la circonferenza di circa un
miglio ed era rinforzata da quattro bastioni
a base quadrangolare, detti di Santa Caterina, Nachi - Veris, Papadia
e Capano. Nel corso del Seicento
e del Settecento
furono attuati ulteriori ampliamenti del perimetro murario; verso la fine dell'Ottocento
l'aumento della popolazione e l'espansione dell'abitato determinarono una
progressiva demolizione delle mura e un conseguente sviluppo edilizio nella
zona esterna ad esse.
Fino alla prima metà dell'Ottocento, lungo il circuito murario erano in uso
cinque porte: a nord-ovest Porta della Piazza, a ovest Porta Luce,
a nord Porta Nuova, detta anche Porta San Pietro, a sud Porta
Santa Caterina, a sud-est Porta dei Cappuccini. Fortunosamente
scampati alle trasformazioni urbanistiche, si conservano delle antiche mura
brevi tratti su corso Maria D'Enghien e su via Giuseppina del Ponte.
Sicuramente ridimensionati in altezza a causa del rialzo del piano stradale,
essi rappresentano una spessa struttura muraria e sono caratterizzati da un
andamento leggermente a scarpa chiuso alla sommità da una cornice a toro.
Soluzione, questa, solitamente riscontrabile nelle opere difensive di
fondazione spagnola.
Rimangono a testimonianza delle cinque porte d'ingresso alla città vecchia:
PORTA LUCE
Situata sulla via omonima, ad ovest del centro storico, prende il nome dalla vicina chiesa e santuario della Madonna della Luce. Fu ricostruita nel 1795 e presenta un arco a tutto sesto sul quale è impostato lo stemma della città di Galatina.
Porta Nuova o di S. Pietro
Porta Nuova conosciuta anche come Porta San Pietro per via della statua del santo che la sovrasta, è posta in prossimità del nucleo più antico della città. Ha subito vari rimaneggiamenti e ricostruzioni; l'aspetto attuale è settecentesco e mostra un unico fornice inquadrato da due paraste impostate su alti basamenti. Una cornice leggermente aggettante percorre, con andamento spezzato, la superficie individuando due ordini. Nella parte superiore si sviluppa un timpano dal profilo mistilineo chiuso da due volute laterali, sulla cui sommità è posta la statua raffigurante San Pietro. Al centro dell'arcata è visibile lo stemma della città. L'intero stemma, circondato da eleganti volute, è sormontato dalla corone concessa da Ferdinando IV di Borbone per l'elevazione di Galatina a rango di Città.
PORTA CAPPUCCINI
In origine nota come Porta San Giorgio, Porta
Cappuccini assunse il suo nome in quanto permetteva ai frati, che avevano
il loro convento in questa zona fuori dalle mura, di raggiungere, attraverso
uno stretto vicolo (oggi via Angelo d'Aruca), il Monte della Pietà da essi
fondato nel XVI secolo
all'interno del circuito cittadino. L'attuale accesso fu aperto nel 1725, ma
venne totalmente rimaneggiato nel 1803. Presenta un solo fornice a tutto sesto.
La semplice superficie del prospetto principale, realizzata in conci di pietra,
è percorsa da una cornice leggermente aggettante riproposta anche nel
coronamento. Il prospetto interno è, invece, arricchito da un camminamento
delimitato da una balaustra con gruppi di tre pilastrini sagomati alternati a
quelli decorati a motivi vegetali e floreali.