NOTIZIE STORICE
POSIZIONE GEOGRAFICA DI GALATINA
Situato a 40°.10’ di latitudine e
La superfice territoriale è di Ha
8.162 con terreni che vanno dalle argille sabbiose ai sabbioni calcari (Sud –
Sud/Est) fino al calcare compatto cretacei (Ovest).
La popolazione è di 31.850 abitanti
e la densità per kmq è di 380 abitanti.
Il centro abitato si trova a
GROTTE E FENOMENI CARSICI
Nel territorio sono presenti quattro
voragini o “abissi”, sono dei pozzi assorbente scavati nel tufo che sovrasta il
calcare compatto e cavernoso; questi
assorbono le acque piovane e quelle di transito che sono convogliate da canali.
Queste voragini sono dislocate nei quattro punti cardinali: a Nord si trova quella della Forcella; a Sud quella di S .Anna che raccoglie le acque del canale Ferrezzi nel quale convogliano i canali Sombrino, Piscopio, Foresta, Chiuse, Colamaria; ad Est si poteva osservare fino a pochi anni fa, quella di S. Giovanni, mentre a Ovest si apprezza la voragine dell’antico Macello.
GEOLOGIA
Il territorio è rappresentato, nella
sua struttura, essenzialmente dal calcare compatto che è maggiormente presente
nelle contrade di S. Sebastiano, Latronica,
Calò,
Mollona, S. Barbara, Pindaro. Su questo tipo di roccia si stratifica la pietra
leccese nella contrade Grotti, Scalfo, Beneficio.
La zona acquifera si reperta ad una
profondità variabile dai 3 ai 10 mt.
Altra caratteristica geologica è rappresentata dai tufi e carpari del Pliocene e dalle argille sabbiose che possono essere evidenziate negli immediati dintorni dell’abitato.
FLORA E FAUNA
Tra la flora spontanea si ricorda il
Timo (Thymus vulgaris), la Menta silvestre (Mentastra), la Salvia officinalis e
alcune specie di funghi quali l’algarico detto “caldarella”, fungo innocuo, e
funghi dannosi come l’ovulo (dal cappello rosso vivo a macchie bianche), il
fungo degli ulivi (cappello giallo cupo con gambo giallo-rosso) e lo spugnolo
puzzolente (vischioso).
Per la caccia il territorio non
offre estese boscaglie o paludi, per cui è molto limitata.
Oggi raramente si possono osservare
la lepre, la volpe, la faina, il riccio e la donnola.
Tra i volatili sono ancora presenti
la gazza, la civetta, il barbagianni, mentre di passaggio sono le rondini, le
quaglie, i tordi, le allodole, gli stormi, gli aironi.
Fra i rettili sul territorio sono
presenti la lucertola, il ramarro, il geco dei muri, la vipera, il cervone.
Tra gli insetti si osserva il bruco granarius e il bactrichus typographus.
L’AMBIENTE UMANO
Le abitazioni caratteristiche della
zona erano rappresentate da capanne di paglia (pagliai), da trulli di pietra a
secco (furnieddhi) e da appannate (suppInne).
Quella del trullo la si può
considerare la forma più antica di abitazione rurale, costruita a secco con un
muro cilindrico che finisce in una cupola ovoidale.
Sempre tra le abitazioni rurali un
tipo molto diffuso è la masseria caratteristica di un economia mista (pastorale
e agricola), e la lamia, dalla particolare volta ricurva, mentre nei mesi
estivi, per la coltivazione e la lavorazione del tabacco venivano abitati i
locali di cura.
La situazione demografica di
Galatina ha subito notevoli variazioni nella storia, infatti la città fu
soggetta a calamità naturali come il terremoto del 5 dicembre 1456, la peste
del 1457 e del 1466, l’invasione dei turchi di Otranto e del Salento del 1480 e
la nuova peste del 1481.
Dati più certi sullo sviluppo
demografico di Galatina si hanno dal 1532, con 370 fuochi, che indicavano
pertanto i nuclei familiari con una media di 5 persone; nel 1545 i fuochi
registrati sono aumentati a 434.
Nel 1561 si contavano 504 fuochi con
2520 abitanti; nel 1648 i fuochi erano 702 con 3510 abitanti e nel 1669 questi
erano 663 con 3115 abitanti.
La diminuzione demografica
galatinese tra il 1648 e il 1669 è dovuto a fattori che esulano dai terremoti e
dalle pesti, ossia molti galatinesi lasciano la propria città al seguito di
truppe mercenarie, emigrano in altre terre o addirittura si accostano ai
saraceni.
Nel
Tutto questo per raggiungere nel
marzo 1991 30.661 abitanti.
ELEVAZIONE DI GALATINA A CITTA’
Con Regio Dispaccio del re di
Napoli, in data 20 luglio 1793, la Terra di San Pietro in Galatina fu elevata
al grado di Città.
I motivi che indussero Ferdinando IV
di Napoli a concedere questa promozione furono di ordine sociale, economico,
culturale.
Galatina si presentava nella
Provincia di Terra d’Otranto, come città degna dell’attenzione della Corona per
la “magnificenza del luogo” e per le “ prerogative” di civile progresso, che
caratterizzavano
PAVIMENTAZIONE STRADALE ALLA FINE DEL 1700 LE “CHIANCHE”
Elemento importante dell’arredo
urbano è la pavimentazione stradale. Alla fine del 1700 Galatina era tra le
poche cittadine del Salento dotate di strade selciate, ovvero lastricate.
In una relazione sullo stato della
Città di Galatina, presentata nel 1792 dal Preside della Provincia di Lecce
Pasquale dell’Acqua, alla Real camera di Santa Chiara, che ne aveva fatta
espressa richiesta si legge “ ….. Si rende anche cospicua la Terra su detta di
S.Pietro in Galatina perché, oltre di essere tutta palazziata, e le strade
tutte inselciate, contiene in se tutte quelle prerogative che proprie sono
delle piu belle e formate città”.
Non a caso l’anno successivo, 1793
Galatina venne fregiata del titolo di Città (vedi articolo Elevazione a Città).
Tommaso Vanna nel 1854 nell’opera
“Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato” dedica a Galatina un intero
paragrafo alle strade, sottolineando che delle 37 vie interne, ben 33 erano
lastricate e segnalando come particolarmente adatte al passaggio quelle
denominate San Paolo, Leuzzi, Santa Caterina, Sedile, Trinità, Spirito Santo,
Addolorata, Carmine, San Lazzaro.
In passato, dunque, il basolato
rappresentava un segno di civiltà, distinzione, progresso.