NOTIZIE STORICE


POSIZIONE GEOGRAFICA DI GALATINA

            Situato a 40°.10’ di latitudine e 5’.43’ di longitudine, Galatina è a Sud/Est di Lecce ad una distanza di 20Km.

            La superfice territoriale è di Ha 8.162 con terreni che vanno dalle argille sabbiose ai sabbioni calcari (Sud – Sud/Est) fino al calcare compatto cretacei (Ovest).

            La popolazione è di 31.850 abitanti e la densità per kmq è di 380 abitanti.

            Il centro abitato si trova a 86 m.sul livello del mare e il territorio si estende in pianura, delicatamente ondulato, verso Nord, Sud, Sud/Est e verso Ovest.

GROTTE E FENOMENI CARSICI

            Nel territorio sono presenti quattro voragini o “abissi”, sono dei pozzi assorbente scavati nel tufo che sovrasta il calcare  compatto e cavernoso; questi assorbono le acque piovane e quelle di transito che sono convogliate da canali.

            Queste voragini sono dislocate nei quattro punti cardinali: a Nord si trova quella della Forcella; a Sud quella di S .Anna che raccoglie le acque del canale Ferrezzi nel quale convogliano i canali Sombrino, Piscopio, Foresta, Chiuse, Colamaria; ad Est si poteva osservare fino a pochi anni fa, quella di S. Giovanni, mentre a Ovest si apprezza la voragine dell’antico Macello.

GEOLOGIA

            Il territorio è rappresentato, nella sua struttura, essenzialmente dal calcare compatto che è maggiormente presente nelle contrade di S. Sebastiano, Latronica,

Calò, Mollona, S. Barbara, Pindaro. Su questo tipo di roccia si stratifica la pietra leccese nella contrade Grotti, Scalfo, Beneficio.

            La zona acquifera si reperta ad una profondità variabile dai 3 ai 10 mt.

            Altra caratteristica geologica  è rappresentata dai tufi e carpari del Pliocene e dalle argille sabbiose che possono essere evidenziate negli immediati dintorni dell’abitato.

FLORA E FAUNA

            Tra la flora spontanea si ricorda il Timo (Thymus vulgaris), la Menta silvestre (Mentastra), la Salvia officinalis e alcune specie di funghi quali l’algarico detto “caldarella”, fungo innocuo, e funghi dannosi come l’ovulo (dal cappello rosso vivo a macchie bianche), il fungo degli ulivi (cappello giallo cupo con gambo giallo-rosso) e lo spugnolo puzzolente (vischioso).

            Per la caccia il territorio non offre estese boscaglie o paludi, per cui è molto limitata.

            Oggi raramente si possono osservare la lepre, la volpe, la faina, il riccio e la donnola.

            Tra i volatili sono ancora presenti la gazza, la civetta, il barbagianni, mentre di passaggio sono le rondini, le quaglie, i tordi, le allodole, gli stormi, gli aironi.

            Fra i rettili sul territorio sono presenti la lucertola, il ramarro, il geco dei muri, la vipera, il cervone.

            Tra gli insetti si osserva il bruco granarius e il bactrichus typographus.

L’AMBIENTE UMANO

            Le abitazioni caratteristiche della zona erano rappresentate da capanne di paglia (pagliai), da trulli di pietra a secco (furnieddhi) e da appannate (suppInne).

            Quella del trullo la si può considerare la forma più antica di abitazione rurale, costruita a secco con un muro cilindrico che finisce in una cupola ovoidale.

            Sempre tra le abitazioni rurali un tipo molto diffuso è la masseria caratteristica di un economia mista (pastorale e agricola), e la lamia, dalla particolare volta ricurva, mentre nei mesi estivi, per la coltivazione e la lavorazione del tabacco venivano abitati i locali di cura.

            La situazione demografica di Galatina ha subito notevoli variazioni nella storia, infatti la città fu soggetta a calamità naturali come il terremoto del 5 dicembre 1456, la peste del 1457 e del 1466, l’invasione dei turchi di Otranto e del Salento del 1480 e la nuova peste del 1481.

            Dati più certi sullo sviluppo demografico di Galatina si hanno dal 1532, con 370 fuochi, che indicavano pertanto i nuclei familiari con una media di 5 persone; nel 1545 i fuochi registrati sono aumentati a 434.

            Nel 1561 si contavano 504 fuochi con 2520 abitanti; nel 1648 i fuochi erano 702 con 3510 abitanti e nel 1669 questi erano 663 con 3115 abitanti.

            La diminuzione demografica galatinese tra il 1648 e il 1669 è dovuto a fattori che esulano dai terremoti e dalle pesti, ossia molti galatinesi lasciano la propria città al seguito di truppe mercenarie, emigrano in altre terre o addirittura si accostano ai saraceni.

            Nel 1737 a Galatina si registravano 2535 abitanti e l’incremento demografico divenne proporzionale al miglioramento delle condizioni economico-sociale della popolazione, infatti nel 1861 gli abitanti erano 9374.

            Tutto questo per raggiungere nel marzo 1991 30.661 abitanti.

 ELEVAZIONE DI GALATINA A CITTA’

            Con Regio Dispaccio del re di Napoli, in data 20 luglio 1793, la Terra di San Pietro in Galatina fu elevata al grado di Città.

            I motivi che indussero Ferdinando IV di Napoli a concedere questa promozione furono di ordine sociale, economico, culturale.

            Galatina si presentava nella Provincia di Terra d’Otranto, come città degna dell’attenzione della Corona per la “magnificenza del luogo” e per le “ prerogative” di civile progresso, che caratterizzavano la nostra Città, aperta allo spirito nuovo nato nella culla del più splendido Illuminismo.

 

PAVIMENTAZIONE STRADALE ALLA FINE DEL 1700 LE “CHIANCHE”


           

Elemento importante dell’arredo urbano è la pavimentazione stradale. Alla fine del 1700 Galatina era tra le poche cittadine del Salento dotate di strade selciate, ovvero lastricate.

            In una relazione sullo stato della Città di Galatina, presentata nel 1792 dal Preside della Provincia di Lecce Pasquale dell’Acqua, alla Real camera di Santa Chiara, che ne aveva fatta espressa richiesta si legge “ ….. Si rende anche cospicua la Terra su detta di S.Pietro in Galatina perché, oltre di essere tutta palazziata, e le strade tutte inselciate, contiene in se tutte quelle prerogative che proprie sono delle piu belle e formate città”.

            Non a caso l’anno successivo, 1793 Galatina venne fregiata del titolo di Città (vedi articolo Elevazione a Città).

            Tommaso Vanna nel 1854 nell’opera “Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato” dedica a Galatina un intero paragrafo alle strade, sottolineando che delle 37 vie interne, ben 33 erano lastricate e segnalando come particolarmente adatte al passaggio quelle denominate San Paolo, Leuzzi, Santa Caterina, Sedile, Trinità, Spirito Santo, Addolorata, Carmine, San Lazzaro.

            In passato, dunque, il basolato rappresentava un segno di civiltà, distinzione, progresso.