SAN MARTINO
L’Estate di San Martino: origini, leggende e tradizioni
Dopo i primi
freddi autunnali, il mese di novembre regala spesso alcune giornate
insolitamente miti e luminose. Questo breve ritorno del tepore viene
comunemente chiamato Estate di
San Martino. Ma da dove nasce questa espressione?
Il nome è
legato alla figura di San Martino di Tours, santo celebrato l’11 novembre,
attorno al quale si sono sviluppate nel tempo leggende, racconti popolari e
tradizioni ancora oggi molto vive.
Negli anni
passati, la festa di San Martino era molto più sentita nei nostri paesi. Si
attendeva questo giorno per assaggiare le pittule
e le cadde cadde, e
altri piatti che le mamme preparavano con tanto amore e semplicità. La fame e
la povertà portavano a realizzare pranzi gustosi con pochi ingredienti, ma
genuini e nutrienti.
Molti erano
contadini e, grazie alle erbe spontanee e ai prodotti coltivati, si riusciva a
sfamare sia i piccoli sia i grandi. Il contadino, come veniva spesso definito,
non era affatto una persona meno intelligente: conosceva profondamente la
natura, sapeva cosa raccogliere e come trasformarlo in cibi squisiti e sani.
Oggi, molti
vanno nei ristoranti per gustare pittule,
ciceri e tria, pisieddri alla ceca mariti
e altri piatti della tradizione, un tempo preparati dalle mogli per i
mariti al rientro da una lunga giornata di lavoro nei campi. Sapori antichi che
raccontano una storia di fatica, ingegno e convivialità.
La leggenda del mantello miracoloso
Martino nacque
in Pannonia, nell’attuale Ungheria, nel IV secolo d.C. Trascorse parte della
sua infanzia a Pavia e, una volta arruolato nella guardia imperiale, fu inviato
in Gallia con il ruolo di circitor,
incaricato di garantire l’ordine pubblico attraverso ronde e attività di
sorveglianza.
Secondo la
leggenda più celebre, proprio durante una ronda notturna nel pieno dell’inverno
avvenne l’episodio che rese Martino simbolo di carità e generosità. Lungo la
strada incontrò un mendicante quasi nudo, stremato dal freddo. Senza
esitazione, tagliò a metà il proprio mantello militare e ne donò una parte al
pover’uomo.
Poco dopo,
Martino si imbatté in un secondo mendicante in difficoltà e decise di offrire
anche l’altra metà del mantello, restando lui stesso senza protezione. A quel
punto, narra la tradizione, le nubi si aprirono e il sole fece improvvisamente
capolino, riscaldando l’aria come in un inatteso ritorno dell’estate. Da questo
evento simbolico avrebbe avuto origine l’espressione “Estate di San Martino”.
Tradizioni e festeggiamenti
Alla figura di
San Martino e al periodo mite che accompagna la sua festa si sono legate
numerose usanze popolari. In Italia, l’11 novembre coincide tradizionalmente
con l’apertura delle botti e l’assaggio del vino novello, un rito celebrato
anche da Giosuè Carducci nella poesia San
Martino.
La ricorrenza
è molto sentita anche in altri Paesi europei. In Germania, per esempio, l’11
novembre è caratterizzato da suggestive processioni serali illuminate da
lanterne colorate, mentre a Malta la tradizione prevede che ai bambini vengano
regalati frutta fresca e frutta secca.
In Italia le
celebrazioni variano da regione a regione. A Venezia si prepara un dolce tipico
a forma di San Martino a cavallo, realizzato in pasta frolla e decorato con
glassa, cioccolato e caramelle. In molti borghi del Nord e del Centro, invece,
la giornata è animata da sagre e feste di paese dedicate ai prodotti autunnali,
come la zucca, le castagne e il vino nuovo, in un clima di convivialità che
celebra l’ultimo scorcio dell’anno agricolo.