PORTA LUCE
custode di storia e memoria
Galatina,
città d’arte e di storia incastonata nel cuore del Salento, conserva ancora
oggi preziose testimonianze del suo passato, tra cui alcune delle antiche porte
di accesso alla città. Un tempo inserite nel circuito delle mura difensive,
queste porte rappresentavano l’ingresso obbligato al borgo medievale e
costituivano un importante simbolo di protezione e identità urbana.
Delle
cinque porte originarie di Galatina, solo tre sono giunte fino a noi: Porta Luce, Porta
Cappuccini e Porta Nuova.
Porta
Luce risale al XVI secolo; quella visibile oggi è il risultato della
ricostruzione avvenuta nel 1795.
Dal punto di vista architettonico si presenta come una struttura sobria ed
essenziale, caratterizzata da un arco a tutto sesto
sormontato da una semplice mezzaluna,
sulla cui sommità è ancora ben visibile lo stemma
della città di Galatina.
Aperta verso ovest, in direzione di Galatone, Porta Luce assunse l’aspetto
attuale proprio in seguito alla ricostruzione di fine Settecento. Sulla chiave
dell’arco si trova lo stemma cittadino, composto da tre elementi principali: una civetta, due
chiavi incrociate e, nella parte superiore, la corona, concessa da Alfonso II di Napoli
in segno di riconoscimento per la resistenza della città alle incursioni dei
nemici del sovrano.
Porta Luce si trova all’inizio dell’omonima via ed è una
delle porte più conosciute di Galatina. Il suo nome deriva dal Santuario della Madonna della Luce, meta di
numerosi visitatori e luogo di profonda devozione, situato poco distante.
Attraversando
la porta dal centro storico verso Corso Porta Luce,
si accede alla parte più moderna della città, situata a ovest del nucleo
antico.